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La catena delle Mainarde ed il loro inquadramento geografico

  • Feb 04,2022
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Le Mainarde, situate tra le valli del Volturno ad Est e della Melfa ad Ovest, sono formate da una serie di catene montuose per due terzi a quote superiori ai mille metri. Proprio a questa catena appartengono le vette più elevate del Molise: il Monte a Mare (2154 m) e la Metuccia (2105m) che superano in altezza la vetta principale del massiccio del Matese, Monte Miletto (2050 m).


A corollario del maestoso anfiteatro delle Mainarde si pongono i rilievi del Monte Mare (2020 m), della Ferruccia (2005 m) e del Monte Marrone (1805 m).


Il principale complesso fluviale dell'area è certamente quello del fiume Volturno, un tempo elevato al ruolo di divinità, che ha intimamente segnato e caratterizzato le attività umane ai piedi delle Mainarde. Sono inoltre presenti gli invasi artificiali della Montagna Spaccata, di Castel San Vincenzo e di Cardito oltre agli ultimi laghi naturali dell'Appennino: il lago Vivo, in cui si riflette il maestoso Monte Petroso, ed il poco distante lago Pantaniello, specchio per il monte Greco. Di particolare rilievo le aree umide di Pantano e Pantaniello, nel comune di Montenero Valcocchiara in provincia di Isernia


Dal punto di vista geologico le Mainarde rappresentano un luogo tanto interessante quanto enigmatico; tra le certezze vi sono le formazioni calcaree tipiche dell'Appennino che qui nascondono numerose cavità ipogee ignote o ancora da esplorare.


I circhi glaciali, di cui restano evidenti testimoni i numerosi massi erratici, soprattutto presso le Forme, tra l'altro erano l'alimento per l'enorme lago che nel Paleolitico superiore occupava l'attuale piana di Rocchetta. Non meno interessanti le Marmitte dei Giganti, visibili presso San Michele a Foce, ancor oggi rifugio, nei mesi estivi, per la trota Fario.


Alle quote più basse sono presenti altipiani e pianure alluvionali coltivate fin dalle epoche più remote per la loro fertilità e abbondanza d'acqua.


Foto di copertina, Marco Viti